NC 1995-xx — Acciaio inossidabile

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Giorgio Nebbia nebbia@quipo.it

 “Questa eccellente pentola inox”: così viene presentata una delle tante pentole in commercio. Qualche venditore è più esplicito e spiega che la sua pentola è fatta di acciaio inossidabile 18/10. 

Dietro queste parole si trova uno dei materiali più interessanti della storia della tecnica: l’acciaio inossidabile, infatti, non serve soltanto a produrre pentolame e posate, ma ha risolto e risolve  problemi fondamentali nell’industria chimica e meccanica grazie alle sue caratteristiche eccezionali di resistenza all’ossidazione e alla corrosione, cioè all’attacco provocato  dall’ossigeno dell’aria, dai sali disciolti nelle acque (per esempio nell’acqua in cui viene fatta cuocere la pasta), dall’alta temperatura. 

Il materiale di base è l’acciaio, il metallo prodotto in maggiore quantità nel mondo: circa 750 milioni di tonnellate all’anno, rispetto ad “appena” 18 milioni di t/anno di alluminio e 8 milioni di t/anno di rame. 

La produzione italiana di acciaio è di circa 20 milioni di t/anno. La metà viene prodotta, praticamente ormai soltanto a Taranto, trattando il minerale di ferro (in cui il ferro è combinato con l’ossigeno sotto forma di ossidi di ferro), con il carbone coke, un materiale ottenuto per riscaldamento del carbone fossile; si ottiene così dapprima la ghisa, nella quale il ferro è ancora impuro in quanto combinato con carbonio e altri elementi; la ghisa a sua volta viene trattata entro dei “convertitori a ossigeno” e trasformata nell’acciaio vero e proprio. I laminatoi trasformano poi l’acciaio in blocchi, lastre, tubi, fili, eccetera. 

L’altra metà dell’acciaio italiano è ottenuta fondendo il rottame di ferro — un vero e proprio riciclo dell’acciaio usato — in modo da ottenere nuovo acciaio. 

L’acciaio è un materiale fondamentale per le costruzioni meccaniche, come macchinari, navi, treni, autoveicoli, elettrodomestici, eccetera, per l’edilizia e in infiniti campi. E’ tanto importante che il rivoluzionario russo Giuseppe Giugasvili scelse, come soprannome, Stalin proprio dal nome russo dell’acciaio (Steel in inglese; Stahl in tedesco). 

Per aumentare la resistenza alla corrosione, la resistenza meccanica e altre proprietà, la composizione chimica dell’acciaio viene modificata in modo da ottenere varie leghe (delle vere e proprio miscele di ferro con altri elementi) al fine di eliminare gli elementi indesiderabili o di aggiungere i metalli utili. 

L’industria produce, quindi, non “l’acciaio”, ma numerosissimi “acciai”, ciascuno preparato su  misura  per assolvere un particolare compito. Si possono ricordare gli acciai al manganese, contenenti fra l’ 11 e il 15 % di manganese, che si prestano bene per pezzi che devono resistere agli urti e che sono difficilmente lavorabili (per esempio le lamiere per casseforti). 

Fra gli acciai speciali quelli inossidabili, o inox, sono caratterizzati dalla presenza di cromo oppure di nichel e cromo insieme. Gli acciai 18/8 o 18/10 contengono il 18 % di nichel e, rispettivamente, l’8 o il 10 % di cromo. Sono questi ultimi, 18/10, che vengono più comunemente  impiegati nella fabbricazione di utensili di cucina. 

Per farla breve non dimenticate che una pentola  inox non solo è utile, ma contiene “dentro di  se”, un eccezionale patrimonio di innovazione e di scoperte.