Posts Tagged alluvioni

SM 2683 — Che cosa farei — 2005

Posted by on mercoledì, 20 agosto, 2014
l’ernesto, 13, (6), 7-10 (novembre-dicembre 2005); Natura e Società, n. 1, marzo 2006, p. 1-4 Giorgio Nebbia <nebbia@quipo.it> Oltre a molti altri problemi, ce ne sono due che animano i dibattiti in Italia in questa fine del 2005: la costruzione delle gallerie per la linea ad alta velocità transalpina TAV Torino-Lione e la costruzione del Ponte di Messina. Le due opere richiedono investimenti in parte pubblici, in parte nominalmente privati, non ben definiti ma dell’ordine di grandezza, per tutte e due, di 20 miliardi di euro, presumibilmente distribuiti in una diecina di anni, in ragione di circa 2 miliardi di euro all’anno, in parte ...

SM 3600 — Una modesta proposta — 2013

Posted by on martedì, 15 ottobre, 2013
La Gazzetta del Mezzogiorno, martedì 15 ottobre 2013 Giorgio Nebbia nebbia@quipo.it Francamente sono stufo di scrivere due volte all’anno un articolo sul dissesto idrogeologico; almeno due volte all’anno le piogge intense, magari imputabili al cambiamento climatico che surriscalda il pianeta, tanto per dare la colpa a qualcuno, fanno uscire l’acqua dagli argini di fossi, torrenti, fiumi, sulle colline e nelle pianure, allagano e distruggono sottopassi, strade con i tombini che esplodono, campi coltivati con i loro faticati raccolti, fabbriche e abitazioni, strade e ferrovie. La risposta delle autorità è sempre la stessa: si invoca lo stato di calamità naturale, il che vuol ...

SM 3536 — Un “nuovo corso” per l’Italia ? — 2013

Posted by on martedì, 26 marzo, 2013
La Gazzetta del Mezzogiorno, martedì 26 marzo 2013  Giorgio Nebbia nebbia@quipo.it Sono passati ottanta anni da quando Franklin Delano Roosevelt (1882-1945) è diventato presidente degli Stati Uniti con il preciso programma, noto come “nuovo patto”, “nuovo corso”, “New Deal”, di far uscire il suo paese dalla grande crisi economica mondiale iniziata nel “ventinove”. La storia non si ripete mai, ma non ci si può nascondere che la situazione dell’America ereditata da Roosevelt ha alcune forti analogie con quella che sarà ereditata dal nuovo governo che si formerà in Italia.  Un paese con un numero crescente di disoccupati, scoraggiato e avvilito, con il territorio ...

SM 3122 — Frane e alluvioni: di chi la colpa ? — 2009

Posted by on venerdì, 23 novembre, 2012
La Gazzetta del Mezzogiorno, martedì 13 ottobre 2009; Ambiente Società Territorio, 50, [N.S. 10], (1), 17, (gennaio-febbraio 2010)  Giorgio Nebbia nebbia@quipo.it Ancora una volta, vicino Messina, una frana ha spazzato via vite umane, povere case e le loro suppellettili e ricordi. Qualcuno ha detto che non è stata colpa della natura, ma dell’”uomo”, quasi genericamente malvagio e nemico della natura; in realtà la colpa è della forza del denaro e della speculazione e di un potere politico attento agli interessi degli affari e dei soldi, anche a costo del disprezzo della vita umana e della natura.  L’acqua fa il mestiere per il quale ...

SM 3507 — Un Servizio Idrogeologico Nazionale per salvarci dalle alluvioni — 2012

Posted by on mercoledì, 21 novembre, 2012
La Gazzetta del Mezzogiorno, martedì 20 novembre 2011  Giorgio Nebbia nebbia@quipo.it Ormai due o tre volte all’anno l’Italia deve fare i conti con i danni delle alluvioni; le città allagate, i tombini intasati, i raccolti perduti, le case, i negozi, le officine pieni di fango sono diventati eventi sempre più frequenti e violenti anche a causa dei mutamenti climatici. In questi giorni, che registrano il dolore in tante zone e città d’Italia, dal Nord al Sud, alle isole, si può stimare in due o tre miliardi di euro all’anno il denaro pubblico necessario per risarcire i danni subiti dalle persone che hanno ...

SM 2716 — Un piano per la difesa delle acque e del suolo — 2006

Posted by on domenica, 18 novembre, 2012
L’insostenibile, n. 7, marzo 2006, supplemento a Liberazione, sabato 25 marzo 2006  Giorgio Nebbia nebbia@quipo.it Si potrebbe scrivere una storia dell’Italia elencando le perdite di vite, di ricchezza, di beni, conseguenti le frane e le alluvioni e la siccità, tutte ricorrenti, in tutte le parti d’Italia, con le stesse modalità e cause, tutte rapidamente dimenticate. Come anno zero può essere preso il 1951, l’anno della grande alluvione del Polesine provocata dal dissesto idrogeologico del lungo periodo fascista e di guerra durante il quale si è aggravato il taglio dei boschi ed è venuta meno la manutenzione dei fiumi.  In quell’anno del grande dolore ...