SM 3665 — Metano e gelati — 2014

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http://ilblogdellasci.wordpress.com/2014/06/22/storie-di-macromolecole-ed-energia/

Metano e gelati

Giorgio Nebbia nebbia@quipo.it

Che cosa lega il Texas, la Lombardia e il Gujarat ? Il galattomannano. L’estrazione di metano dagli scisti consiste, come è ben noto, nell’iniettare negli strati di scisti, mediante pozzi orizzontali, acqua sotto pressione contenente in sospensione circa il 10 % di sabbia e altre sostanze capaci di sgretolare e di decomporre le rocce degli scisti. L’acqua viene resa più viscosa con agenti addensanti fra cui si è visto che si prestava bene la gomma di guar ottenuta da una pianta coltivata soprattutto in India e nel Pakistan.

Il guar, dal nome botanico Cyamopsis tetragonoloba, è una pianta erbacea leguminosa che produce dei semi simili ai piselli che, da tempi antichissimi, venivano macinati e trasformati in una farina alimentare. Successivamente si è visto che dalla farina greggia era possibile separare, con una resa di circa il 30 percento, una polvere, impropriamente chiamata “gomma”, di colore da giallastro a chiaro, che, aggiunta all’acqua, ne faceva aumentare la viscosità.

Il principale componente della gomma di guar è una macromolecola  di galattomannano 1,2, costituita da catene di molecole di mannosio unite da legami 1,4; ogni due molecole di mannosio una è unita con una molecola di galattosio con un legame 6,1; il galattomannano 1,2 ha peso molecolare di circa 150.000-250.000 dalton. La gomma di guar è utilizzata da tempo per aumentare la compattezza dei gelati e di molti altri prodotti ed è ammessa come additivo alimentare addensante con la sigla europea di E412.  La gomma di guar è stata utilizzata anche per prodotti cosmetici e in altri campi e veniva normalmente prodotta in ragione di circa un milione di tonnellate all’anno.

Nel 2000 il suo prezzo era di circa 1000 euro alla tonnellata; con l’aumento del numero dei pozzi che estraggono metano per fracking degli scisti, molti dei quali nel Texas, è aumentata la richiesta mondiale e la speculazione sulla gomma guar il cui prezzo è aumentato bruscamente arrivando nel 2012 a circa 10.000 euro alla tonnellata, con riflessi negativi sui fabbricanti italiani di gelati e prodotti alimentari, molti in Lombardia. Come reazione subito i coltivatori indiani, molti nello stato del Gujarat, hanno aumentato la coltivazione di guar, ma anche gli industriali petroliferi hanno cercato altri additivi addensanti per le perforazioni e il prezzo della gomma guar è crollato nel 2014 al valore più ragionevole di circa 2000 euro alla tonnellata.

Ma il metano da fracking degli scisti è tutt’altro che tranquillo. Gli agricoltori vicini ai pozzi protestano perché gli altissimi consumi di acqua portano via acqua all’irrigazione; gli ambientalisti protestano perché le acque che ritornano in superficie dai pozzi sono inquinate e devono essere sottoposte a processi di depurazione prima di essere immesse nei fiumi o nel sottosuolo. Ci sono stati anche dubbi che le operazioni di fracking delle rocce sotterranee e l’asportazione del metano possano provocare subsidenza del suolo o provocare terremoti.

Questa breve storia dei rapporti fra agricoltura, industria agroalimentare e industria energetica in così lontane terre del pianeta è un esempio degli effetti della globalizzazione, i cui vantaggi sono anche fragilissimi perché spesso la speculazione non rende a lungo. Infine insegna che ogni impresa “economica”, che è sempre basata su risorse naturali, merci e processi tecnico-scientifici, in cui la chimica entra sempre, deve essere valutata con attenzione per evitare di uscire da una trappola per cadere in un’altra.