SM 3337 –Theodor Escherich (1857-1911) — 2011

This entry was posted by on domenica, 25 novembre, 2012 at
Print Friendly

La Gazzetta del Mezzogiorno, martedì 21 giugno 2011 

Giorgio Nebbia nebbia@quipo.it

Un nuovo spettro si è affacciato nel già tormentato ambiente europeo: l’intossicazione di varie persone ad opera di quello che, sbrigativamente, è stato battezzato batterio killer e che è comparso in alcune partite di verdura e carne e in un ruscello in Germania. Dopo un lungo disorientamento, alla ricerca della fonte dell’infezione, e la distruzione di intere partite di derrate alimentari che forse non c’entravano per niente, ma che ha gettato nel panico vari settori dell’agricoltura, l’opinione pubblica è stata informata dell’esistenza di alcune varianti tossiche dell’Escherichia coli, un diffuso importante batterio scoperto da un pediatra tedesco, Theodor Escherich (1857-1911), che, per inciso, è morto proprio 100 anni fa. 

Nei primi dell’Ottocento ci si è resi conto che la miscelazione delle acque delle fogne delle città, sempre più grandi, con le acque superficiali e del sottosuolo, utilizzate spesso come fonti di acqua per l’irrigazione, ma anche come fonti di acqua potabile, diffondeva delle malattie che evidentemente erano associate con qualcosa di nocivo presente negli escrementi umani. Nel 1880 Louis Pasteur (1822-1895) riconobbe che i portatori di infezioni e epidemie erano dei batteri, esseri viventi microscopici. Partendo dagli studi di Pasteur, Escherich si dedicò alla ricerca delle cause dell’elevata mortalità infantile, specialmente per diarrea, e scoprì un batterio in forma di bastoncino che egli chiamò Bacterium coli commune e che si trova nell’intestino inferiore degli umani e di altri animali a sangue caldo. In suo nome, dopo la sua morte, il batterio fu chiamato Escherichia coli

Nato in Germania, figlio di un medico specialista di statistiche mediche, di biometria, il giovane Theodor si laureò in medicina all’Università di Monaco e divenne assistente di Karl Gerhardt (1833-1902) che lo indirizzò verso gli studi di pediatria e batteriologia e lo inviò a studiare la grande epidemia di colera di Napoli del 1884. Dopo un periodo trascorso a Parigi e a Vienna, ottenne la libera docenza in pediatria nell’Università di Monaco nel 1886. Escherich si convinse ben presto che la batteriologia avrebbe potuto chiarire e risolvere molti problemi pediatrici e si perfezionò nelle tecniche di analisi microbiologiche cliniche. Nel 1884 Escherich riconobbe che alcuni batteri erano essenziali per la digestione negli animali a sangue caldo e nel 1886 pubblicò una monografia che metteva in relazione i batteri intestinali con la fisiologia della digestione infantile, un’opera che gli assicurò grande fama e la cattedra di professore ordinario in pediatria nell’Università austriaca di Graz. 

Le sue ricerche misero in evidenza che la presenza di Escherichia coli nelle acque o negli alimenti era un indicatore di contaminazione ad opere delle feci e in questo modo mise a disposizione dei laboratori di igiene uno strumento di indagine che consentiva di identificare l’origine di molti agenti patogeni trasportati dagli escrementi. Escherich si rese conto che molte diffuse malattie, che colpivano specialmente i bambini, erano dovute alla presenza di batteri tossici negli alimenti a causa dell’irrigazione dei campi con acque contaminate o delle cattive condizioni di trasformazione, di conservazione e di cottura. Lo stiamo verificando proprio in questi mesi, anche se, a oltre un secolo di distanza dalle ricerche di Escherich e con i mezzi raffinati che abbiamo a disposizione, non si riesce a capire l’esatto meccanismo della contaminazione e della sua diffusione. 

Al fine di chiarire il ruolo degli alimenti e della loro qualità nella diffusione delle epidemie, Escherich collaborò con l’industria lattiero casearia di Franz von Soxhlet (1848-1926), l’industriale che aveva anche inventato un apparecchio per l’estrazione e l’analisi dei grassi, “il soxhlet”, ancora adesso usato nei laboratori chimici e merceologici. Alla morte del titolare della cattedra di pediatria nell’Università di Vienna Escherich fu chiamato a coprirla e si dedicò al problema di diminuire l’inaccettabile alto tasso di mortalità infantile nella capitale dell’impero austroungarico; la salute dei bambini fu al centro del generoso impegno professionale e civile di Escherich per tutta la vita. A Vienna Escherich cominciò col chiedere la collaborazione delle mamme per le quali scrisse un volumetto contenente le principali norme di igiene da adottare per difendere la salute dei bambini; l’iniziativa ebbe un così grande successo che l’imperatore d’Austria Francesco Giuseppe affidò a Escherich la realizzazione della Kinderklinik, la clinica per le malattie infantili, nell’ospedale pediatrico di Sant’Anna di Vienna. 

Nel pronunciare il nome dell’Escherichia coli è bene perciò ricordare che le morti fra bambini e adulti sarebbero state e sarebbero enormemente maggiori se non ci fosse stato l’impegno e il contributo scientifico di Theodor Escherich, studioso dimenticato