SM 1978 — I verdi e il gallo sul tetto — 1997

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Economia Politica CNS, 7, (2-3/20) 52-53 (giugno 1997) 

Giorgio Nebbia nebbia@quipo.it

 Che cosa significa essere “verde” (con la “v” minuscola) con i Verdi (con la “v” maiuscola) al  governo ? “Verde” dovrebbe essere una specie di stato d’animo che, nel grande filone delle domande di riforme, di mutamento sociale e di lotta alle ingiustizie e alla violenza, si dedica a combattere contro coloro che distruggono la natura e l’ambiente. Uno stato d’animo un po’ bizzarro, contestatore, una miscela di anarco-socialismo, più individualistico che irregimentabile in gruppi o partiti, fra Kropotkin e Gandhi, che suscita ironia e derisione nei “saggi”, ma che è stato quello che ha fatto finora avanzare il mondo, che ha anticipato  domande che poi sono diventate patrimonio della cultura universale. Essere “verde” è un po’ come essere il gallo sul tetto: vede per primo l’alba, e canta, e sveglia le persone che stanno nella casa e che sono disturbate perché vorrebbero continuare a dormire. 

I  “verdi” sono stati quelli che hanno denunciato, quando i governi facevano finta di non vedere, l’inquinamento e la morte nelle fabbriche, le trappole tecnologiche e urbane dell’automobile, le frodi alimentari, l’assalto speculativo al territorio, che hanno sostenuto che  il nucleare non avrebbe dato energia utile a basso prezzo. In questa lotta i “verdi” si sono trovati contro i governi, i padroni e talvolta anche gli operai (ma non è sempre stato così in tutti i movimenti di riforma ?). Eppure sono riusciti a ottenere leggi per una maggiore sicurezza, per una migliore difesa della natura e della salute. 

I  “verdi” (sempre quelli con la “v” minuscola) non possono essere consulenti del potere, nè  dovrebbero sedere nei centri di potere:anche se il fascinoe l’illusione del potere è grande. Come dimostra la nascita e l’affermarsi dell’”ambientalismo scientifico” come risposta alla comune obiezione: non si deve dire sempre “no”; si devono fare proposte concrete; se ci si deve liberare del pattume meglio far fare buoni inceneritori; se occorre energia meglio far adottare il metano, eccetera. Senza rendersi conto che il “nemico” —  cioè il potere — è sempre prontissimo ad accettare nuove mode e tecnologie purché cessi l’opposizione e la critica e non sia  messa in discussione l’esistenza stessa del potere. Il nemico marcia sempre in testa al corteo. 

Comunque, bene o male, pur con ammiccamenti ai ministri e ai governi meno beceri, per trent’anni c’è stata una opposizione verde. E adesso — l’articolo si riferisce alla breve stagione del centro-sinistra (1995-2000) — che la sinistra e i Verdi (con la “v” maiuscola)  sono al potere che cosa facciamo ? Se assistiamo a errori compiuti da ministri, presidenti di  enti, assessori Verdi, contestiamo i nostri vecchi compagni e amici ? 

La cosa è complicata dal fatto che, mentre i verdi e la sinistra si gingillavano con i sofismi, lentamente e in silenzio è cresciuto un movimento verde di destra che dice di difendere gli stessi nostri valori. Fino a quando erano fascisti e basta, era facile riconoscerne il volto e tenerli alla larga, anche se si spacciavano per ambientalisti. Ma adesso si sono raffinati, combattono le stesse battaglie — contro il nucleare, contro gli inceneritori, per la difesa del verde — talvolta con una buona preparazione culturale. Le loro associazioni sono riconosciute  negli organi governativi e il loro sdoganamento è stato facilitato dalla strana idea che il “verde” è trasversale, non è di sinistra nè di destra. Così contestando il  governo di centro-sinistra-Verde — perché non incentiva abbastanza il riciclo dei rifiuti, il risparmio energetico, non attua la difesa del suolo, non applica le leggi contro l’inquinamento — facciamo un dispetto ai nostri ex-compagni e ci troviamo insieme ai fascisti. 

Il compito dei “verdi” è quello di aiutare il governo a pulire le spiagge e analizzare l’inquinamento del mare, a costruire il meglio possibile nuove autostrade o centrali a carbone, o è quello di continuare ad essere “il gallo sul tetto” ? In questo caso come possono i “verdi”, all’opposizione di un governo Verde di sinistra,  riconoscersi come gente di sinistra, distinguersi dal verdume opportunistico fascista e affine ?