NC 188 — Ancora sul litio — 2013

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Nuovo Consumo, 22, (230), p. 17 (ottobre 2013)

Giorgio Nebbia

Sono passati quattro anni da quando si è parlato, in questa rubrica (http://www.fondazionemicheletti.it/nebbia/nc-144-litio-2009/), dell’improvvisa crescita della domanda e della produzione dei composti di litio, il migliore materiale per le batterie ricaricabili dei telefoni cellulari e dei computer. In questi quattro anni si è verificata una rivoluzione energetica che ha avuto come protagonista il litio la cui produzione è ulteriormente cresciuta passando da 10.000 a quasi 40.000 tonnellate all’anno (espressa come litio metallico). La rivoluzione è stata dovuta all’aumento del prezzo del petrolio e alla graduale transizione verso autoveicoli elettrici il cui funzionamento richiede batterie ricaricabili migliori di quelle ad acido-piombo tradizionali, pesanti e poco efficienti. Inoltre la produzione di elettricità con le celle fotovoltaiche e con motori eolici, essendo discontinua e variabile nelle varie ore del giorno e nei vari giorni dell’anno, deve essere conservata in batterie anch’esse basate sul litio. Si è così passati dalla dipendenza dai paesi esportatori di petrolio, in questi mesi dell’estate 2013 travagliati da turbolenze politiche, alla dipendenza dai paesi produttori ed esportatori di litio.

Nelle batterie il litio viene usato come anodo sotto forma di carbonato, di perclorato o di ossido di litio; in natura il litio si trova sotto forma di sali solubili in giacimenti che sono il residuo dell’evaporazione di antichi mari; i più estesi si trovano sulle Ande fra Cile, Argentina e Bolivia. Si tratta di grandi saline, dette Salar, contenenti soluzioni concentrate di vari sali; il litio è presente in concentrazione fra mezzo grammo e un grammo per chilogrammo di sali totali. Le soluzioni vengono concentrate facendole evaporare con il calore solare in vasche successive, dalle soluzioni concentrate risultanti vengono fatti precipitare i sali meno solubili. Alla fine si ottiene una soluzione concentrata di cloruro di litio dalla quale, per aggiunta di carbonato di sodio, viene fatto precipitare il carbonato di litio insolubile che sarà trasformato in ossido e negli altri sali commerciali di litio; si tratta di un “litio solare”, quindi, dal quale dipende il futuro delle automobili elettriche..La Bolivia possiede la metà delle riserve mondiali di litio nel Salar de Uyuni, un giacimento grandissimo in una terra desolata assolata e arida. Il litio si trova anche sotto forma del minerale spodumene, un silicato di alluminio e litio.

Oggi i due principali produttori di sali di litio sono, testa a testa, l’Australia e il Cile, seguiti dalla Cina che è invece il principale consumatore di tali sali; anche i potenti Stati Uniti dipendono dalle importazioni di litio. Il litio si trova anche nell’acqua di mare ma a concentrazioni molto basse; occorrerebbero circa 5 milioni di metri cubi di acqua marina per ottenere una tonnellata di litio, una diluizione così bassa da scoraggiare qualsiasi tentativo di estrarre il litio perfino dalle acque madri delle saline come quelle di Margherita di Savoia in Puglia.