NC — La merce muta: la pentola a pressione — 1/2-2013

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Nuovo Consumo, 22, (223), p. 17 (gennaio-febbraio 2013)

Giorgio Nebbia nebbia@quipo.it 

Le lettrici e i lettori che usano con successo una pentola a pressione rivolgano un grato pensiero al grande fisico francese Denis Papin (1647-1712) di cui in questo 2012 ricorrono trecento anni dalla morte. L’invenzione della pentola fu un sottoprodotto delle ricerche condotte con grande energia per fabbricare una macchina a vapore, capace di muovere un pistone e una ruota. Tutti i tentativi precedenti di una simile macchina erano stati fatti sfruttando il modesto aumento di volume dell’aria, quando viene scaldata. Papin invece sfruttò l’aumento, di circa 1700 volte, del volume dell’acqua quando passa dallo stato liquido a quello di vapore.

Nato in Francia, Papin si laureò in medicina, ma dal 1671 si dedicò alla costruzione di pompe ad aria in collaborazione con Huygens; nel 1675 passò a Londra dove lavorò con Boyle e con Hooke. Nel 1681 andò a Venezia come direttore dell’Accademia delle Scienze, carica che abbandonò perché le autorità non vollero potenziare l’istituzione. A questo punto non poté tornare in Francia perché apparteneva ad una famiglia di Ugonotti, i protestanti banditi dalla Francia da Luigi XIV, uno sconsiderato provvedimento che costrinse molti dei migliori ingegni francesi a emigrare e portare le loro conoscenze in altri paesi. Papin andò ad insegnare matematica nell’Università di Marburgo in Germania, dove continuò i lavori sulla macchina a vapore e inventò vari ingegnosi sistemi di sollevamento delle acque, un sottomarino, varie macchine da guerra e un battello con le pale. Nel 1707 tornò a Londra dove finì la sua agitata vita. Al periodo in cui era in Germania risale la pubblicazione, nel 1690 del trattato in cui è descritta la macchina a vapore, da cui presero lo spunto tutti gli inventori successivi che dettero vita alla rivoluzione industriale del Settecento e alla nascita della società industriale moderna.

All’anniversario della morte di Papin è stato dedicato un convegno presso l’Accademia dei Georgofili di Firenze. Al 1679 risale l’invenzione di Papin di una pentola col preciso scopo di cuocere in minor tempo e meglio gli alimenti: un recipiente perfettamente chiuso nel quale era posto l’alimento da cuocere e acqua; col riscaldamento l’acqua si trasformava in vapore che raggiungeva una temperatura superiore a quella di normale ebollizione dell’acqua.

Ci sarebbero però voluti molti decenni prima che l’idea si trasformasse in un diffuso apparecchio adatto per la cottura su larga scala e poi a livello domestico. Già nell’Ottocento un certo Georg Gutbrod aveva commercializzato una pentola a pressione ma la sua invenzione non ebbe successo. Sarebbe stato necessario arrivare agli anni trenta del Novecento per vedere in commercio le prime pentole a pressione per uso domestico, in Germania, in Francia, negli Stati Uniti dove fece la sua apparizione alla Fiera Mondiale di New York del 1939. Il vero successo sarebbe però arrivato dopo la seconda guerra mondiale con i modelli che ormai sono presenti in quasi tutte le case e il cui successo è dovuto al perfezionamento della valvola di sicurezza che fa sfiatare il vapore quando raggiunge una pressione pericolosa.