NC 214 — Disprosio — 2016

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Nuovo Consumo, 25, (256), p. 17 (maggio 2016)

Giorgio Nebbia nebbia@quipo.it

E questa strana merce da dove salta fuori ? Le nuove tecnologie associate alla microelettronica, alle fonti rinnovabili di energia e alle automobili ibride ed elettriche, di cui si parla sempre più spesso, costringono a fare conoscenza con materiali finora sconosciuti. Particolare importanza hanno gli elementi appartenenti al gruppo dei lantanidi, che occupano le caselle fra i numeri 58 e 71 della Tabella di Mendeleev, con pesi atomici fra 140 e 175 (volte il peso atomico dell’idrogeno) divisi in Terre Rare Leggere e Terre Rare Pesanti. Il disprosio, con simbolo Dy, occupa il posto numero 66  e ha peso atomico 162, per è considerato una delle Terre Rare Pesanti. Il disprosio è stato isolato per la prima volta dal francese Paul Emile Lecoq de Boisbaudran (1838-1912), di antica nobile e ricca famiglia, ridotta in miseria in seguito alla persecuzione dei protestanti iniziata nel 1681. Lecoq si dedicò alla ricerca chimica e nel 1875 scoprì il gallio, altra “merce muta” di cui si era parlato in questa rubrica alcuni anni fa. Si dedicò quindi al frazionamento delle terre rare ed isolò il samario nel 1880, l’europio nel 1890 e il disprosio nel 1886. A dire la verità Lecoq isolò non il metallo ma il suo ossido che comunque riconobbe come un elemento nuovo e che chiamò con un nome che viene dalla parola greca che significa “difficile da ottenere”.

Il disprosio metallico sarebbe stato ottenuto soltanto nei primi anni cinquanta del Novecento dal chimico americano Frank Spedding (1902-1984) che, nel 1942, aveva preparato i primi chilogrammi di uranio puro che sarebbero stati utilizzati per la preparazione delle prime bombe atomiche. Lasciato questo campo, Spedding applicò un processo di separazione per scambio ionico alla preparazione di molti elementi, fra cui appunto il disprosio che si rivelò un metallo solido, pesante, di aspetto argenteo, tenero tanto che lo si può tagliare con un coltello, con alto punto di fusione.

La produzione mondiale di disprosio è di circa 100 tonnellate all’anno, quasi tutta in Cina dove esistono giacimenti argillosi, contenenti il metallo, nella parte meridionale del paese. Il disprosio, per le sue proprietà magnetiche è utilizzato nei dischi fissi dei computer; inoltre ha la proprietà di assorbire i neutroni ed è utilizzato nelle leghe delle barre di controllo della fissione nelle centrali nucleari. Una certa quantità di disprosio è usata al posto del neodimio nelle leghe neodimio-boro-ferro per magneti delle auto elettriche e ibride. Potete immaginare che se è vero che la produzione di questi autoveicoli è destinata a crescere, anche la richiesta di disprosio aumenterà; il suo prezzo all’inizio del 2016 era di circa 350 dollari al chilo. Non male.