NC 208 — La durezza delle acque — 2015

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Nuovo Consumo, 24, (250), 19 (ottobre 2015)

Giorgio Nebbia nebbia@quipo.it

La “durezza” di un’acqua è una proprietà che dipende dalla concentrazione dei sali di calcio (e di magnesio) e che si misura in milligrammi di calcio per litro o in “gradi francesi”: 1 grado francese corrisponde alla concentrazione di circa 4 milligrammi/litro di calcio (e magnesio). Ho scritto “e magnesio” perché il magnesio, pur presente in quantità minore del calcio, sotto certi aspetti si comporta come il calcio. Nelle acque del rubinetto, che ogni persona “consuma” per bere, per usi di cucina e igienici, in ragione di circa 200 litri al giorno, circa 4.000 miliardi di litri all’anno in tutta Italia, la concentrazione di calcio varia fra poche decine e circa 200 milligrammi/litro (in provincia di Livorno fra 120 e 200 milligrammi/litro). Per la composizione dell’acqua della vostra città vedere: http://www.h2omilano.org/blog/2010/04/online-le-analisi-delle-acque-di-molte-citta/. Nelle acque in bottiglie, che in Italia si “consumano” per bere in ragione di circa 12 miliardi di litri all’anno, il contenuto di calcio varia molto; è di poche decine di milligrammi/litro nelle acque dette oligominerali.

Calcio buono e calcio cattivo. Il calcio è cattivo perché, quando si scalda l’acqua a temperature superiori a circa 40 gradi, i suoi sali si separano come carbonato di calcio insolubile che si deposita nelle pentole e sulle serpentine degli scaldabagno e delle lavatrici, una incrostazione biancastra che fa diminuire l’efficienza del riscaldamento e fa quindi consumare più calore o elettricità. Calcio cattivo perché durante il lavaggio di tessuti o stoviglie reagisce con una parte degli agenti tensioattivi e forma dei composti di calcio insolubili che si depositano sulle fibre tessili o sulle stoviglie facendole apparire meno pulite. Più recentemente i preparati per lavare vengono addizionati con sostanze che impediscono la precipitazione dei sali di calcio e fanno apparire le stoviglie più “brillanti”. Per farla breve, più elevata è la contrazione del calcio nelle acque del rubinetto, maggiori sono le spese per il lavaggio e per il consumo di energia.

Calcio buono, anche, però. Il nostro organismo ha bisogno di sali di calcio, soprattutto per la “costruzione” delle ossa che sono costituite da fosfato di calcio; il fabbisogno di calcio ammonta a circa 800 milligrammi al giorno per persona. Il calcio è presente in molti alimenti, ma talvolta la dieta non fornisce una quantità di sali di calcio sufficiente. E’ quindi utile l’apporto del calcio che viene dall’acqua che si beve: un litro al giorno di acqua del rubinetto contenente 150 milligrammi/litro di calcio fornisce già da sola un quinto del fabbisogno giornaliero. Se si beve acqua oligominerale in bottiglia l’apporto all’organismo di sali di calcio è molto modesto e magari si deve ricorrere ad costosi integratori di sali di calcio.