NC 189 — Dodici percento — 2013

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Nuovo Consumo, 22, (231), 17 (novembre 2013)

Giorgio Nebbia nebbia@quipo.it

In questa fine del 2013 abbiamo assistito ad un nuovo episodio della battaglia del ”dodici per cento”. Questa è la percentuale di succo d’arancia che la legge del 1961 prevedeva come minima, perché una bevanda potesse essere commerciata con il nome di “aranciata”. Per anni gli agricoltori hanno chiesto che tale percentuale venisse aumentata: maggiore uso di succo d’arancia nelle bevande, maggiore la quantità delle arance vendute. Finalmente l’anno scorso è stato approvato il decreto 158 che impone di usare almeno il 20 % di succo d’arancia nelle aranciate. I fabbricanti di bevande gassate italiani e europei hanno dichiarato che le nuove norme avrebbero fatto aumentare i costi di produzione delle loro bevande e, uniti nella difesa dei propri profitti, hanno ottenuto che la nuova norma fosse bocciata dalla Unione Europea.

Il succo d’arancia, causa di questa guerra, è una importante merce del commercio internazionale e viene fabbricato su larga scala dalla spremitura delle arance. Da un chilo di arance si ottengono circa 400-500 grammi di succo (circa 90 grammi per ogni arancia) sotto forma di soluzione contenente circa il 12 % di sostanze solide costituite da zuccheri, vitamina C e altre vitamine, acido citrico e aromi. La concentrazione delle sostanze solide si esprime in unità Brix che prendono il nome dal matematico e ingegnere tedesco Adolf Brix (1798-1870); una unità Brix corrisponde ad una concentrazione di 1 grammo di sostanze solide disciolte in 100 grammi di soluzione. La densità Brix si misura con densimetri o per via refrattometrica (con uno speciale apparecchio ottico) nei succhi di frutta e nelle soluzioni zuccherine. Il succo di arancia, dopo essere stato filtrato dalla polpa sospesa e liberato dell’olio aromatico sospeso, può essere messo in commercio come tale, con densità di 12 Brix, oppure, per comodità di trasporto, può essere concentrato per evaporazione dell’acqua.

Il maggior produttore mondiale di succo d’arancia è il Brasile, seguito dagli Stati Uniti; in tutto ogni anno circa sette milioni di tonnellate di succo d’arancia che però viene trasportato e commerciato come succo di arancia concentrato congelato. In Italia vengono avviate alla trasformazione ogni anno circa 900.000 tonnellate di arance. Se 100 grammi di succo d’arancia contengono 12 grammi di sostanze nutritive delle arance e se in 100 grammi di aranciata sono presenti 12 grammi di succo d’arancia, in 100 grammi di aranciata sono presenti circa un grammo e mezzo (!) di sostanze nutritive dell’arancia; se fosse stato confermato l’obbligo del “venti per cento”, il contenuto di sostanze nutritive dell’arancia sarebbe passato a circa due grammi e mezzo per ogni 100 grammi di aranciata (un litro di aranciata ha un peso di circa 1000 grammi). L’aranciata commerciale contiene poi zucchero e altre cose, ma, con la legge del “dodici percento”, quello che davvero viene dalle arance è ben poco. Nello scontro fra interessi commerciali il consumatore è quello che ci rimette sempre.