Archive for category Villaggio Globale

SM 3397 — Una coscienza ecologica — 2011

Posted by on mercoledì, 4 dicembre, 2013
Villaggio Globale, 14, (56), dicembre 2011; http://www.vglobale.it/index.php?option=com_content&view=article&id=13742%3Ala-coscienza-perduta-dellecologia&catid=1138%3Ala-liberta-di-essere&Itemid=118&lang=it Giorgio Nebbia nebbia@quipo.it “C’è una diffusa coscienza ecologica”, quante volte abbiamo sentito questa frase a proposito delle tante iniziative cje vengono spacciate nel nome dell’ecologia: dalla benzina ecologica, alle nuove mode, alle automobili, alla plastica, alle più raffinate tecniche di trattamento dei rifiuti, eccetera. Ma esiste veramente una tale “coscienza”, consapevolezza, di quanto il nostro comportamento è o no in accordo con le semplici --- ma terribili --- leggi dell’ecologia ? Terribili perché comporterebbero, se rispettate, una vera rivoluzione rispetto al comportamento corrente delle società umane. L’ecologia, a ben guadare, insegna poche cose: il fatto che nella ...

SM 2320 — La primavera dell’ecologia — 2002

Posted by on venerdì, 4 gennaio, 2013
Villaggio Globale, 5, (17), 18-21 (2002) Giorgio Nebbia nebbia@quipo.it  La primavera è, o dovrebbe essere, la stagione della speranza, del cielo che torna ai colori vivaci, della ripresa della vegetazione; ma anche della speranza degli esseri umani in un mondo migliore. Qui non parlerò delle speranze di un mondo più giusto o meno violento, o anche più onesto, ma almeno di un mondo in cui sia possibile bere acqua pulita e respirare aria non dannosa.  E a una tale primavera ci si avvicina male; usciamo, in questa primavera del 2002, da una lunga stagione di sconvolgimenti climatici, di scarsità di acqua, di città ...

SM 3511 — L’insostenibilità della sostenibilità — 2012

Posted by on martedì, 4 dicembre, 2012
Villaggio Globale (Bari), 15, (60), dicembre 2012 www.vglobale.it  Giorgio Nebbia nebbia@quipo.it Gli anni sessanta del Novecento sono stati anni di grandi rivoluzioni: i paesi liberatisi dal colonialismo si sono messi in testa di rivendicare prezzi più equi per le loro risorse naturali --- rame, gomma, cobalto, fibre tessili, uranio, petrolio --- che fino allora erano stati sfruttati dai loro colonizzatori; in tanti nel mondo avevano imparato a osservare la Terra, fotografata dai satelliti artificiali, e quella sfera nello spazio era apparsa come l’unica casa per gli esseri umani, grande ma limitata nei suoi continenti e nelle sue ricchezze; alcuni economisti avevano ironizzato ...

SM 3129 — Innovare che cosa e per chi ? — 2011

Posted by on venerdì, 9 novembre, 2012
Villaggio Globale (Bari), n. 48, novembre 2009; http://www.vglobale.it/index.php?option=com_content&view=article&id=11005%3Aquale-innovazione-per-il-terzo-mondo&catid=1024%3Aevitare-una-scelta-al-buio&lang=it  Giorgio Nebbia nebbia@quipo.it Una volta la popolazione terrestre era considerata divisa in tre mondi, come aveva suggerito il geografo Alfred Sauvy (1898-1990): il primo mondo dei paesi industrializzati capitalisti, il secondo mondo dei parsi industrializzati comunisti (o a economia pianificata, come si soleva pudicamente dire) e il terzo mondo dei paesi arretrati e poveri, la maggior parte dei terrestri.  Dopo la fine del comunismo sovietico la popolazione terrestre è stata suddivisa in due parti: il “Nord del mondo”, quello dei paesi industrializzati, ormai comprendente anche i paesi ex socialisti, e il “Sud del mondo”, l’insieme ...

SM 2285 — Il vasto immenso mare — 2001

Posted by on giovedì, 20 settembre, 2012
Villaggio Globale, 4, (14), 31-44 (giugno 2001)  Giorgio Nebbia nebbia@quipo.it “Ecco il mare vasto e immenso; in esso guizzano innumerevoli  viventi, animali piccoli e grandi”. Chi scrisse il Salmo104, da cui è tratta questa frase, poteva intuire soltanto una  piccola  parte delle ricchezze veramente grandissime contenute nella massa blu dell’acqua dei mari e degli oceani. Eppure  soltanto una minima parte di tali  ricchezze  viene usata dagli esseri umani e ben di più potrebbe essere  tratto --- minerali, energia, alimenti --- dal mare. L'uso razionale delle risorse marine potrebbe essere intrapreso su larga scala nell'interesse dell'umanità, ma soprattutto dei paesi che si affacciano ...

SM 2155 — La vita ama la diversità e i commerci amano l’omogeneità — 1999

Posted by on giovedì, 20 settembre, 2012
Villaggio Globale, 2, (8), 11-28 (dicembre 1999)  Giorgio Nebbia nebbia@quipo.it  La diversità ha accompagnato tutta l’evoluzione sulla Terra, da quando le prime forme di vita, estremamente semplici, si sono formate nel “brodo primordiale” dalla combinazione e trasformazione di molecole organiche estremamente semplici, ma dotate di tutti gli atomi, gli ingredienti, necessari per le cellule capaci di riprodursi. Chi ripercorresse la storia della vita troverebbe dovunque una voglia di fantasia e di cambiamento, dalla quale dipende proprio la conservazione ed estensione della vita stessa.  E’ questo uno dei misteri più disturbanti per coloro che cercano di capire la natura e di appropriarsi delle sue ...

SM 2049b — Un pianeta affollato — 1998

Posted by on giovedì, 20 settembre, 2012
Villaggio Globale, 1, (3) (settembre 1998)  Giorgio Nebbia nebbia@quipo.it Il 6 giugno 1798, appariva a Londra un libretto anonimo intitolato "Saggio sulla popolazione e su come essa influenza la felicità umana”. Poche settimane dopo si sapeva che l’autore era un giovane professore di economia, Thomas Malthus (1766-1834), che polemizzava con due contemporanei, William Godwin (1756-1836) e Jean Antoine de Condorcet (1741-1794), autori di due libri che prevedevano un’era di grande felicità e abbondanza per una popolazione mondiale crescente.  Malthus, con i dati statistici, pur abbastanza grossolani, di cui disponeva, dimostrò invece che la popolazione inglese stava aumentando con velocità maggiore dell’aumento della produzione ...

SM 2620 e 2620a — Crescita decrescita — 2005

Posted by on martedì, 11 settembre, 2012
Liberazione, venerdì 5 agosto 2005; Economia & Ambiente, 23, (4/5), 7-9, 11-13 (luglio-ottobre 2005); Villaggio Globale, 8, (30), 19, 22-23, 25-26, 28-30 (Giugno 2005); AltroNovecento, anno 6, n. 10, agosto 2005 http://www.fondazionemicheletti.it/altronovecento/articolo.aspx?id_articolo=10&tipo_articolo=d_saggi&id=168 Giorgio Nebbia nebbia@quipo.it La vita consiste sostanzialmente in un gigantesco flusso di materia ed energia dalla natura agli esseri viventi, che possono essere batteri, alghe, vegetali, mosche o mucche, i quali trasformano, col metabolismo, le sostanze chimiche, gassose, liquide o solide, degli "alimenti" presi dalla natura, liberando l'energia vitale e altre sostanze chimiche, gassose, liquide o solide, di scarto o rifiuto. Gli alimenti, compresa l'acqua, possono essere tratti soltanto dallo spazio, ...

SM 2133 — Crescita e declino delle popolazioni — 1999

Posted by on martedì, 11 settembre, 2012
Villaggio Globale, 2, (7), 11-23 (settembre 1999)  Giorgio Nebbia nebbia@quipo.it Un giorno del 1925 il grande matematico Vito Volterra ascoltava una conversazione che si svolgeva nella stanza accanto fra il fidanzato della figlia, Umberto D’Ancona, giovane professore di biologia marina, e uno dei futuri cognati. D’Ancona raccontava di avere esaminato le statistiche che l’imperiale regio governo registrava accuratamente, da alcuni decenni, sulla  qualità e quantità del pescato venduto sui mercati delle città adriatiche sotto l’Austria. Durante la prima guerra mondiale, 1914-1919, l’Adriatico era stato teatro di scontri militari e le attività di pesca erano molto diminuite. Nello stesso periodo il pesce pescato ...

SM 2443 — L’entropia della materia — 2005

Posted by on venerdì, 31 agosto, 2012
 Villaggio Globale, 8, (31), 45, 47-48, 50, 52-55 (settembre 2005)  Giorgio Nebbia nebbia@quipo.it A proposito della fallacia del concetto di sostenibilità sarà bene ricordare che ogni bene materiale --- e il mondo, le persone, vanno avanti usando e trasformando beni materiali, si tratti di alimenti o di benzina, di metalli o di cemento, di poltrone o di carta --- viene tratto dalla natura e, dopo l’uso, non scompare, ma ritorna nella natura in forma e di qualità modificate e “peggiori” di prima, per cui ciascun ciclo merceologico lascia la natura impoverita e genera scorie solo in parte riutilizzabili. L’impossibilità di lasciare alle generazioni ...