Il futuro della Fondazione Micheletti e del MusIL di Brescia

Una singolare vita, quella di Luigi Micheletti (1927-1944), comunista, partigiano, imprenditore, e appassionato di storia contemporanea, raccontata da Pier Paolo Poggio nella rivista telematica della Fondazione “altronovecento”. Nel bresciano c’erano le basi della Repubblica di Salò (RSI).  Dopo il crollo, per decenni, pochissimi si occuparono di quella vicenda. Micheletti raccolse tutto quanto era possibile, perché gli storici la studiassero. Con ancora maggiore passione si dedicò a raccogliere manifesti, documenti e testimonianze della Resistenza che rischiavano la scomparsa. Gettò così le basi di una biblioteca e archivio che diventarono poi una Fondazione che porta il suo nome chiamando a raccolta persone appassionate ...

SM 0057 — Sull’utilizzazione dell’energia solare

#0057-I soc meterol

4003 — Le mie reazioni ai “Limiti alla crescita” — 2018

.eco, 39, (234), n. 1 marzo 2018, p. 6-9 Giorgio Nebbia nebbia@quipo.it La pubblicazione, nel 1972, del libro “I limiti dello sviluppo”, scritto per conto del Club di Roma, ebbe, si può dire, l’effetto di una bomba in un mondo che già stava prestando crescente attenzione all’”ecologia”, al comportamento aggressivo degli esseri umani nei confronti della natura e dell’ambiente. Il libro derivava da uno studio di Jay Forrester del 1970 sul comportamento dei sistemi sociali, che suggeriva la necessità di passare da una situazione di crescita della popolazione e della produzione industriale ad una di equilibrio. Di questo studio Aurelio Peccei, presidente del Club ...

SM 4007 — Caduti per il lavoro — 2018

il manifesto, sabato 28 aprile 2018 Giorgio Nebbia nebbia@quipo.it “Lavorare fa male alla salute”. E’ il titolo di un libro scritto da Jeanne Stellman e Susan Daum, pubblicato nel 1973 e subito tradotto in italiano da Feltrinelli, una amara e spietata denuncia delle tante cause di morte e di dolore a cui sono esposti milioni di persone nell’ambiente delle fabbriche, dei cantieri, delle miniere. Immaginate una guerra che non risparmia donne e bambini, durante la quale, nel mondo, ogni anno, 3 milioni di persone muoiono subito e per le ferite, le mutilazioni, le lesioni e le malattie riportate per cause di lavoro, e ...

SM 3998 — Tecnologia della carità — 2018

Villaggio Globale, 21, (81) marzo 2018 Giorgio Nebbia nebbia@quipo.it Dove troveremo tutto il pane “Dove troveremo tutto il pane/Per sfamare tanta gente ?” Questi versi di una famosa canzone scout tornano alla mente pensando allo scandalo della fame che affligge 2000 milioni di persone, sparse in Asia, Africa, Sud America, quel nuovo “terzo mondo” che continua ad essere povero, in gran parte poverissimo, afflitto da fame, malattie, mancanza di abitazioni decenti, di elettricità, di gabinetti e fognature e di acqua pulita. Eppure sono gli abitanti di questo terzo mondo che producono molte delle derrate agricole che fanno opulenti le mense dei 1000 milioni ...

SM 3978 — Alla ricerca di una società neotecnica — 1976 e 2017

Altronovecento, 34, ottobre 2017 http://www.fondazionemicheletti.it/altronovecento/articolo.aspx?id_articolo=34&tipo_articolo=d_documenti&id=84  Giorgio Nebbia nebbia@quipo.it  Nota introduttiva. Nei primi anni settanta del Novecento, in quella primavera dell’ecologia, c’è stato un vivace dibattito sulle strade con cui sarebbe stato possibile superare la crisi dei beni collettivi, l’inquinamento e il degrado ambientale del pianeta. Alcuni attribuivano “alla tecnica” la fonte di questa violenza, altri ritenevano che la fonte della violenza ambientale fosse “la” tecnica usata della società capitalistica per assicurare ad alcuni privati il massimo profitto. Perfino il Papa Paolo VI, nell’enciclica Populorum progressio --- sul “progresso”, differente dalla ”crescita” o dallo stesso “sviluppo”, dei popoli --- nel 1967 aveva scritto che “non basta promuovere ...

SM 3992 — Tecnologia e sostenibilità — 2017

 Ecoideare, n. 46, 4, 6-7 (settembre 2017)  Giorgio Nebbia nebbia@quipo.it Fu quello strano personaggio, un po' urbanista, un po' economista, un po' biologo, di Patrick Geddes che nel 1915 scrisse che le città fumose e inquinate, congestionate e violente, del suo tempo appartenevano ad una "età paleotecnica". Questa, un giorno, avrebbe dovuto lasciare il posto ad una "età neotecnica", nella quale un uso più intenso, pianificato, della scienza e della tecnica avrebbe permesso di edificare città più umane, di fabbricare merci più durature con processi e materiali meno inquinanti. Si era alle soglie della prima guerra mondiale che avrebbe stimolato incredibili innovazioni ...

SM 3997 — Insostenibilità — 2017

Ecoideare, n. 49, 4-7 (dicembre 2017)  Giorgio Nebbia nebbia@quipo.it  Strana parola “sostenibile”, quasi sconosciuta e pochissimo usata nella lingua italiana fino alla fine degli anni ottanta del Novecento; in italiano se ne usava l’aggettivo contrario, insostenibile: un dolore insostenibile, che non si può sopportare. L’uso di “sostenibile” in italiano è esploso come traduzione della parola inglese “sustainable”, grazie ad un libro, pubblicato nel 1987: “Il futuro di tutti noi” (nell’originale inglese “Our common Future”), un lungo racconto delle crisi del mondo del tempo e delle possibili soluzioni, redatto dalla Commissione mondiale sull’ambiente e lo sviluppo presieduta dalla norvegese Gro Harlem Brundtland. Secondo la commissione, ...

SM 3984 — L’economia circolare dal passato al futuro — 2017

Villaggio Globale, 20, (80), dicembre 2017 Giorgio Nebbia nebbia@quipo.it  I rifiuti, le sostanze buttate via, “rifiutate”, sono figli delle attività umane; nei cicli naturali non esistono rifiuti. I vegetali (organismi produttori) crescono assorbendo anidride carbonica e acqua dall’aria e acqua e sali inorganici dal terreno e trasformano il tutto in materia organica con l’energia solare per fotosintesi. I vegetali sono il nutrimento di animali (organismi consumatori), sia erbivori che in genere sono prede, che di altri animali predatori. Le spoglie dei vegetali e le spoglie degli animali, sia prede sia predatori, finiscono nell’aria o nel suolo e da qui in parte arrivano nelle acque. Il suolo ...

SM 3992 — Tecnologia e sostenibilità — 2017

Ecoideare, n. 46, 4, 6-7 (settembre 2017) Giorgio Nebbia nebbia@quipo.it Fu quello strano personaggio, un po' urbanista, un po' economista, un po' biologo, di Patrick Geddes che nel 1915 scrisse che le città fumose e inquinate, congestionate e violente, del suo tempo appartenevano ad una "età paleotecnica". Questa, un giorno, avrebbe dovuto lasciare il posto ad una "età neotecnica", nella quale un uso più intenso, pianificato, della scienza e della tecnica avrebbe permesso di edificare città più umane, di fabbricare merci più durature con processi e materiali meno inquinanti. Si era alle soglie della prima guerra mondiale che avrebbe stimolato incredibili innovazioni ...