Altronovecento

Ambiente Tecnica Società. Rivista digitale fondata da Giorgio Nebbia

Numero
43
December 2020
Numero monografico
Sommario
Editoriale
Saggi
Dossier “1970” — Sboccia la “primavera ecologica”. Un passato che può essere prologo per un nuovo inizio, di Marino Ruzzenenti
Dossier “1970” — La giornata della Terra, di Giorgio Nebbia
Dossier “1970” — A cinquant’anni dall’Earth Day, cosa è migliorato e cosa è peggiorato: dieci grandi vittorie ambientali e dieci grandi fallimenti, di Brad Plumer e John Schwartz
Dossier “1970” — La grande reazione a catena: la “rivoluzione ecologica” nel 1970 e dintorni, di Joachim Radkau
Dossier “1970” — Design ed ecologia: punti di contatto a partire dalla mostra “Aggressività e violenza dell’uomo nei confronti dell’ambiente” (Rimini, 1970), di Elena Maria Formia
Dossier “1970” — Italia, anni Settanta: dal movimento di protezione della natura all’ambientalismo politico, di Luigi Piccioni
Dossier “1970” — Una radice trascurata, di classe, dell’ambientalismo in Italia negli anni ‘70: il precoce ambientalismo “rosso”. Memorie dei movimenti e documenti, di Angelo Baracca
Dossier “1970” — Le radici operaie dell’ambientalismo italiano, di Marino Ruzzenenti
Dossier “1970” — “Planet of the Humans”, la trappola delle rinnovabili vista da Moore e Gibbs, di AlterNative aps
Dossier “1970” — Cronologia dell’anno 1970, di Luigi Piccioni
La storia ambientale in Italia e in Germania: un dialogo tra Gabriella Corona e Christof Mauch su ambiente, storia e politica nelle due tradizioni storiografiche, di Gabriella Corona, Christof Mauch
Economia ed ecologia: fondamenti fisici della decrescita, di Massimo Cerani
L’era dello sviluppo: un necrologio, di Wolfgang Sachs
La CGIL di Bologna tra spinte innovative e ambientalismo timido. Nascita e attività dell’Associazione Gaia, di Silvia Pizzirani
Eventi
Ecologia politica: attivismo, politiche e saperi. Note a margine di un convegno, di Fabio Mostaccio
Salute e lavoro in Veneto. Un convegno di OfficinaPrimoMaggio, di Emanuele Caon
Persone
Virginio Bettini, amico, grande studioso e generoso militante, ci ha lasciato il 21 settembre 2020, di Marino Ruzzenenti
Virginio Bettini, una (provvisoria) bio-bibliografia, di Luigi Piccioni (a cura di)
Laura Tussi e Fabrizio Cracolici, Andrea Poggio, Gianni Tamino: in memoria di Virginio, di L.Tussi e F. Cracolici, A. Poggio, G. Tamino
In memoria di Giorgio Nebbia, di Virginio Bettini
Virginio Bettini e la nascita di “Nuova Ecologia”: un’intervista, di Elena Davigo
PeaceLink intervista Virginio Bettini, di Alessandro Marescotti, Laura Tussi
Cose
Lievito artificiale, di Giorgio Nebbia
Sale, di Giorgio Nebbia
Il pane nella storia, di Giorgio Nebbia
Riso e frumento, di Giorgio Nebbia
Mais, di Giorgio Nebbia
Letture
“Primavera ecologica” mon amour. Industria e ambiente cinquant’anni dopo, di Laura Novati
La Terra dopo di noi, di Mirko Lombardi
Città e campagna ai tempi del Covid-19, di Marino Ruzzenenti
Cento luoghi di-versi, un viaggio in Italia, di Laura Novati
Arcipelago verde 1970-1984, di Enzo Ferrara, Michele Boato
Documenti
Dossier “1970” — Documenti del 1970: un’introduzione, di Redazione
Dossier “1970” — La dichiarazione di Santa Barbara sui diritti ambientali, di Roderick Frazer Nash
Dossier “1970” — Dichiarazione del Consiglio d’Europa sull’uso del territorio dell’ambiente umano, di Consiglio d’Europa
Dossier “1970” — Discorso sullo stato dell’Unione, di Richard Nixon
Dossier “1970” — Lo Statuto dei lavoratori, di s.a.
Dossier “1970” — La crisi dei rapporti tra l’uomo e la biosfera, di Giorgio Nebbia
Dossier “1970” — Una civiltà all’assalto degli ecosistemi, di Virginio Bettini
Dossier “1970” — La responsabilità dello scienziato. Due articoli di Giulio Maccacaro, di Giulio Maccacaro
Dossier “1970” — “Problemi di medicina”: sui rischi ambientali. Tre articoli di Laura Conti, di Laura Conti
Dossier “1970” — L’uomo fra due nature, di Valerio Giacomini
Dossier “1970” — La crisi ecologica. Un problema di coscienza e di cultura, di Bartolomeo Sorge S.I.
Dossier “1970” — Inquinatori e inquinati, di Giovanni Berlinguer
La documentazione su ambiente e salute nell’archivio storico della Cgil, di Ilaria Romeo
Mais
di  Giorgio Nebbia

Per la serie delle "Cose" alimentari di Giorgio Nebbia pubblichiamo questo articolo uscito in origine in "La nuova ecologia" giugno 1992.

Fra le merci arrivate in Europa in seguito alla conquista dell'America un posto importante occupa il granoturco, o mais. Si tratta di una pianta originaria dell'America tropicale: Cristoforo Colombo ne importò i semi in Europa, dove la coltivazione del granoturco si diffuse rapidamente.

Il granoturco è un cereale, appartiene alla famiglia delle graminacee (il suo nome botanico è Zea mais): i suoi frutti sono delle cariossidi gialle, bianche o rosse, inserite in file parallele sull'asse di un sostegno legnoso che si chiama tutolo. I chicchi di granoturco erano largamente usati come alimento dagli indigeni americani. Da un certo punto di vista sono simili a quelli di altri cereali, come il grano o il riso: sono costituiti da circa il 10% di acqua, da circa l'80% di amido, da circa il 10% di proteine. Le cariossidi contengono anche un germe ricco di olio.

Dal punto di vista alimentare quello di Colombo all'Europa non è stato un gran regalo; fra tutti i cereali il granoturco ha delle proteine strane e scomode. Intanto la miscela di amido e proteine della "farina" di granoturco si impasta con difficoltà con acqua, fermenta difficilmente e può essere usata come alimento soltanto sotto forma di una specie di impasto o focaccia. Se tale focaccia viene abbrustolita si ha la tortilla, alimento tipico del Centro America; in Italia l'impasto di farina di granoturco e acqua si mangia sotto forma di polenta, alimento tipico delle zone in cui e' diffusa la coltivazione del granoturco, come la bassa Lombardia e il Veneto.

Nei secoli scorsi in queste zone la polenta era praticamente il principale alimento dei contadini poveri; i medici dei poveri si accorsero che fra tali contadini era diffusa una malattia, la pellagra, responsabile di moltissime morti. Osservando i costumi alimentari dei vari componenti la famiglia, i medici scoprirono che la pellagra non si manifestava in coloro che alternavano al consumo della polenta anche altri alimenti, come la carne. Fu così scoperto che la pellagra dipende dal fatto che le proteine del mais sono povere di un amminoacido essenziale, il triptofano.

La pellagra poteva essere sconfitta con una alimentazione mista e scomparve infatti col miglioramento delle condizioni di vita dei contadini; ma fu anche scoperto che la pellagra poteva essere curata somministrando una strana sostanza, l'acido nicotinico, o vitamina PP (la sigla sta per "pellagra preventive"), che, più tardi ancora, fu scoperto aveva un ruolo fondamentale anche in altri processi vitali.

La selezione genetica negli ultimi decenni ha permesso di coltivare granoturco ad alta resa (e con forte potere di impoverimento del terreno); prodotto agricolo a basso prezzo, il granoturco, nei paesi a più alto livello di vita, viene usato sempre meno per l'alimentazione umana e sempre più per l'alimentazione del bestiame.

Come spiega Jeremy Rifkin nel libro Beyond meat ( Al di là della carne) l'alto contenuto di carne nell'alimentazione degli Stati uniti e dell'Europa fa crescere la richiesta di granoturco e perciò spinge i paesi coltivatori, nel Nord del mondo, a uno sfruttamento sempre più intenso del terreno e spinge i paesi del Sud del mondo a sfruttare a loro volta i loro terreni per esportare granoturco che serve agli hamburger dei giovanotti del Nord del mondo. E molti paesi del Sud del mondo, se esportano granoturco non hanno sufficienti terreni in cui coltivare piante utili alla loro alimentazione. Il tutto è governato da poche grandi "sorelle" multinazionali che fanno del traffico del granoturco fonte di ricchi profitti e che contribuiscono ad allargare il divario fra Nord e Sud del mondo attraverso un imperialismo ecologico.

Il granoturco è anche una importante materia prima industriale: se ne estraggono grassi alimentari, proteine industriali, amido e derivati, alcol etilico, e molte altre sostanze.