Altronovecento

Ambiente Tecnica Società. Rivista digitale fondata da Giorgio Nebbia

Numero
42
August 2020
Numero monografico
Sommario
Editoriale
Saggi
Dossier “Economia circolare” — Presentazione, di Redazione
Dossier “Economia circolare” — Crisi ecologica ed economia circolare , di Marino Ruzzenenti
Dossier “Economia circolare” — L’economia di Francesco, di Bruno Bignami
Dossier “Economia circolare” — Economia circolare e abbandono delle fonti fossili, di Mario Agostinelli
Dossier “Economia circolare” — Per Eni l’economia circolare è solo un “green business”, di Laura Peca e Andrea Turco
Dossier “Economia circolare” — Economia circolare e filiera di produzione degli autoveicoli, di Marco Caldiroli
Dossier “Economia circolare” — Prevenzione e riduzione dei rifiuti, di Massimo Cerani
Dossier “Economia circolare” — La natura non offre pasti gratis / le “trappole tecnologiche”, di Marino Ruzzenenti
Dossier “Economia circolare” — Il capitalismo è in grado di far pace con la natura?, di Paolo Cacciari
Relazioni industriali e servizi di logistica: un’analisi preliminare, di Sergio Bologna e Sergio Curi
Velocità? Che velocità? Tre saggi di Sebastian Trapp, Matthias Rieger e Ivan Illich, di Enzo Ferrara (a cura di)
L’agricoltura biologica in Italia. Dai pionieri alle sfide di oggi, di Massimo Ceriani
La Babele del servizio sanitario regionale lombardo, di Maria Elisa Sartor
Il solare come prospettiva mondiale: il sogno di Farrington Daniels, di Cesare Silvi
Non dimentichiamo che anche le guerre e il complesso militar industriale uccidono il clima - oltre ai popoli!, di Angelo Baracca e Marinella Correggia
Il diluvio è forte, annebbia la vista, di Gloria Muñoz Ramírez
Eventi
Servizio sanitario, prevenzione sul lavoro, partecipazione democratica: un seminario (a distanza) sugli anni ’70 al tempo del Covid-19, di Pietro Causarano
“Carta di Pietrelcina” sull’educazione all’eredità culturale digitale, di Aa.Vv.
Persone
Girolamo Azzi e l’ecologia agraria, di Alberto Berton
Su Aldo Sacchetti (1925- 2020), di Alberto Frattini
Edoardo Salzano e i grandi tornanti dell’urbanistica, di Gruppo Urbanistica perUnaltracittà - Firenze
Cose
Le “cose” alimentari di Giorgio Nebbia, di Luigi Piccioni
Storia naturale del cibo, di Giorgio Nebbia
Cibo ed energia, di Giorgio Nebbia
Acqua in bottiglia, di Giorgio Nebbia
Arance, la piccola miniera, di Giorgio Nebbia
La guerra delle banane, di Giorgio Nebbia
Letture
Industria e ambiente nel Mezzogiorno contemporaneo: una riflessione collettiva, di Giovanni Ferrarese
L’enciclica "Laudato si’" cinque anni dopo. Due recenti pubblicazioni ne rilanciano il messaggio, di Marino Ruzzenenti
"La Terra brucia": per ricordarci di non dimenticare, di Lelio De Michelis
Eugenio Battisti a Torino, di Pier Paolo Poggio
Studi e ricerche sul DNA moderno e antico: siamo miscelati, meticci!, di Valerio Calzolaio
"Il paradosso della bontà", di Valerio Calzolaio
Documenti
Ecologia e lotta di classe. Una corrispondenza tra Giorgio Nebbia e Dario Paccino, 1971-1972, di Luigi Piccioni (a cura di)
“Salvare le carte!”. Il completamento del Fondo Giorgio e Gabriella Nebbia presso la Fondazione Luigi Micheletti, di Alberto Berton
Cibo ed energia
di  Giorgio Nebbia

L’Expo 2015, la grande esposizione universale, attesa a Milano per l’anno venturo, ha due temi: “Nutrire il pianeta. Energia per la vita”. “Energia per la vita” può essere intesa sotto molti aspetti, ciascuno dei quali merita approfondimenti di carattere storico, ambientale, economico. Innanzitutto “la vita” per definizione, coinvolge un flusso di energia che comincia sempre con il Sole; anzi la vita, come noi la conosciamo, è comparsa quando la radiazione solare ha trovato sulla Terra le condizioni chimiche (acqua liquida, presenza di sali nei mari e sulle terre emerse, presenza di ossigeno, azoto e anidride carbonica nell’atmosfera) e fisiche (temperatura vicino a quella attuale), per avviare le prime reazioni chimiche che hanno portato alla formazione di esseri capaci di riprodursi.

Dapprima i vegetali che trasformano l’anidride carbonica in molecole organiche, poi gli animali capaci di nutrirsi di vegetali, poi gli organismi capaci di riciclare le spoglie e le scorie dei vegetali e degli animali e di rimettere in circolazione sostanze chimiche come “nutrimento” per gli altri esseri viventi. Vegetali, animali, decompositori, tutti tenuti in moto dall’energia solare, erano, da oltre un miliardo di anni, i protagonisti della vita quando alcuni animali si sono evoluti diventando i nostri antichi predecessori del genere Homo, poi evolutisi ancora nella specie Homo sapiens a cui apparteniamo noi.

A mano a mano che è aumentata la popolazione degli umani è aumentata la richiesta di alimenti ricavabili da vegetali e animali, la cui produzione ha richiesto a sua volta quantità crescente di energia, fino a quando è stato necessario integrare l’apporto dell’energia solare con l’energia muscolare del lavoro umano o degli animali e poi con l’energia dei combustibili fossili, carbone, petrolio, gas naturale, estratti dalle viscere della terra.

L’energia ha quindi un ruolo centrale per la vita e per l’alimentazione; occorre infatti energia per le operazioni agricole e zootecniche, per conservare i prodotti agricoli, per spostarli dai campi alle fabbriche, per trasformali in alimenti commerciali, per trasportarli nei negozi e infine per consumare il cibo nella vita familiare e collettiva.

Si può calcolare che l’energia necessaria, nei campi e negli allevamenti e per azionare macchine e mezzi di trasporto, solo per soddisfare i bisogni alimentari italiani in un anno, rappresenti circa la metà di tutta l’energia usata nel nostro paese. Circa la stessa proporzione vale se si calcola il costo energetico di tutti gli alimenti, più o meno due miliardi di tonnellate all’anno, usati per nutrire i settemila milioni di abitanti del nostro pianeta. L’intreccio fra energia e alimentazione è ancora più stretto perché gli alimenti rappresentano soltanto una piccola frazione, circa un quarto, della grandissima biomassa di prodotti agricoli e zootecnici che vengono trasformati in pane, pasta, carne, latte, conserva di pomodoro, zucchero, verdura, eccetera, cioè negli alimenti che arrivano ai consumatori finali.

I tre quarti di tale biomassa, quella “perduta” negli scarti e nei residui agricoli e industriali, e l’altra materia presente negli scarti e negli sprechi dei consumi finali, “contengono” a loro volta una grande quantità di energia che potrebbe, almeno in parte, essere recuperata sotto forma di sostanze combustibili e quindi come energia utile per le attività umane. Una sfida per quella merceologia e tecnologia agricola e alimentare da cui almeno un miliardo di persone nel mondo aspetta una risposta alla propria fame di energia oltre che di cibo.


Articolo pubblicato per la prima volta in “Ambiente plus” 23.6.2014.