Altronovecento

Ambiente Tecnica Società. Rivista online promossa dalla Fondazione Luigi Micheletti

Numero
39
December 2018
Numero monografico
Sommario
Editoriale
Saggi
Ecologia del tempo. Un nuovo sentiero di ricerca, di Piero Bevilacqua
Sul concetto di “Diritto alla città” in Henri Lefebvre, di Francesco Biagi
Petra Kelly: una visione olistica per una svolta culturale (e non solo), di Valentina Cavanna
Ecologia e femminismo, di Lucia Coppola
Madre Terra, cuore dell’enciclica, di Grazia Francescato
Appunti per una filosofia politica della strada, di Gian Andrea Franchi
Scienza, salute e ambiente. L’esperienza di Giulio Maccacaro e di Medicina Democratica, di Luigi Mara
L’ecologia sociale di Karl Polanyi, di Fiorenzo Martini
Il modello Senza Zaino nella scuola pubblica. Visione e pratiche di un'esperienza di cambiamento, di Donata M. Miniati
Farmoplant: la stagione della rabbia, di Giorgio Nebbia
La bioeconomia: somiglianze e diversità fra fatti economici e fatti biologici, di Giorgio Nebbia
Su Aurelio Peccei, di Luigi Piccioni
Un paesaggio storico: l'Oltregiogo genovese, di Pier Paolo Poggio
Eventi
OPAL all’ONU – Cronaca da New York, di Carlo Tombola
Persone
Karl Wolfang Böer: un pioniere dell’età solare moderna, di Cesare Silvi
Luigi Mara , di AA.VV.
Carlo Besana, di Renato Soma
Letture
L’ecopacifismo di Petra Kelly, fondatrice dei Verdi tedeschi, di Michele Boato
La Grande Accelerazione e l’Antropocene, di Natalino Dazzi
Patologie del lavoro femminile, di Roberto Finelli
Energia nucleare e ambiente, di Giorgio Nebbia
Razzismo e capitalismo, di Pier Paolo Poggio
Documenti
Dove conduce l’involuzione bellica della ricerca europea, di Enzo Ferrara
Lettera dal carcere di Birmingham, di Martin Luther King
Introduzione a Nicholas Georgescu-Roegen, “Energia e miti economici”, di Giorgio Nebbia
Manifesto per una economia umana, di AA.VV.
Carta di Roma, di AA.VV.
Comunicato IX Congresso di Medicina Democratica Movimento di Lotta per la Salute Onlus, di AA.VV.
Laudato si’: un'alleanza per il clima, la Terra e la giustizia sociale, di AA.VV.
Furono i fabbricanti di armi tra i promotori della Prima guerra mondiale, di AA.VV.
L’ecopacifismo di Petra Kelly, fondatrice dei Verdi tedeschi
di  Michele Boato

Finalmente un libro in italiano su Petra Kelly, figura di assoluto rilievo del movimento ambientalista, fondatrice dei verdi tedeschi. Lo dobbiamo a Valentina Cavanna, giovane avvocata ambientalista a Milano (Petra Kelly – ripensare l’ecopacifismo, 166 pagg., 16 euro, interno4edizioni@gmail.com). Ne ripercorre la vita, il pensiero (un unicum femminista, ecologista e nonviolento), discorsi e scritti fino al ‘92, anno della sua tragica morte.

Petra nasce nel 1947 in Baviera, si trasferisce negli Usa dove partecipa alle mobilitazioni studentesche per i diritti civili, che hanno avviato il 68 mondiale e segue le attività antinucleari dell’avvocato Nader. Matura una forte posizione femminista, collegando discriminazioni sessuali, povertà, degrado ambientale e politica nucleare (militare e civile): una costante nei suoi futuri discorsi e scritti.

Le sue idee sono intrecciate alle vicende personali: nel ‘70 muore di tumore la sua amata sorellina Grace e nel ‘73 Petra istituisce la Fondazione Grace Kelly per la ricerca sul nesso tra energia nucleare e cancro e la cura di bambini malati di tumore. Torna in Germania, partecipa alle Burger-Initiativen, i Comitati ambientalisti (di cui nel ‘77 diventa coordinatrice) e, nel pieno della campagna contro l’installazione degli Euro-missili, nel ‘79 dà un insostituibile contributo alla nascita dei Gruenen. I pilastri su cui si fondano sono: ecologismo, responsabilità sociale, democrazia dal basso e nonviolenza.

Dal 1973, Petra si iscrive alla Spd di Willy Brandt, che lascerà nel ‘79: la nascita dei Verdi viene da lei vissuta come una risposta al vuoto della Spd contro la politica militare. Dopo due tentativi (alle europee del ‘79 e alle elezioni tedesche dell’80), Petra nel 1983 porta 27 Gruenen in parlamento, dove si impegna contro il nucleare militare e civile, sui diritti delle donne, per la libertà del Tibet.

Dal 1980 (anno della fondazione dei Verdi, col pittore Beuys ,il Nobel Boll e lo scrittore dissidente dell’est Bahro), Petra collabora con Gert Bastian, ex generale dell’esercito tedesco, dal quale si dimette affermando la necessità di abbandonare la forza militare. Bastian (più anziano di 24 anni) diventa assistente di Petra, fino a condividerne la tragica fine, il primo ottobre 1992.

Petra è lontana dai compromessi, lontana da quella realpolitik che porterà Joschka Fisher al governo con la Spd, vicepresidente e ministro degli esteri, dal 1998 al 2005.

Il libro segue la sua vorticosa attività, che la porta fino all’Australia, di cui viene considerata una delle maggiori esperte. Anno dopo anno, però, Petra si sente, ed è, sempre più isolata all’interno dei Verdi, che le contestano eccessivo presenzialismo, pretendere troppo da sé e dai collaboratori, il rifiuto di dimettersi per rotazione ed altre questioni (velate da palesi gelosie) più organizzative che politiche; ma venivano contestate anche le sue iniziative mirate a creare ponti anche con interlocutori-nemici.

Insomma, una vicenda così simile a quella di Alex Langer (l’altoatesino co-fondatore dei Verdi italiani), al punto da far scrivere a questi una «lettera a Petra Kelly», all’indomani della sua morte, che ne evidenziava l’affinità («forse è troppo arduo essere individualmente dei portatori di speranza: troppe le attese che ci si sente addosso, inadempienze e delusioni che si accumulano, invidie e gelosie di cui si è oggetto») e quasi anticipava la propria tragica fine del luglio 1995.


Valentina Cavanna, Petra Kelly. Ripensare l’ecopacifismo, Edizioni interno4, 166 pp.