Altronovecento

Ambiente Tecnica Società. Rivista digitale fondata da Giorgio Nebbia

Numero
22
February 2013
Numero monografico
Sommario
Editoriale
Saggi
Tecniche antiche per il futuro, di Giorgio Nebbia e Pier Paolo Poggio
Ivan Illich: l`economia, i bisogni, la convivialità., di Peter Kammerer
Aldo Natoli, comunista senza partito. Anni di ricerca tra Berlino e Urbino, di Peter Kammerer
Un genio e due trappole tecnologiche, di Giorgio Nebbia
Musei locali del futuro , di Hugues de Varine
L’autosufficienza educativa dell’impresa: una lettura critica, di Michele Dal Lago
Crisi ecologica e scelte politiche, di Marino Ruzzenenti
Il lavoro autonomo e il sindacato: una svolta ?, di Sergio Bologna
Eventi
Digital resources and real users. The cases of Europeana and ASSETS, di René Capovin
Uso dei pesticidi e salute, di AA.VV.
Identificazione degli agenti cancerogeni e prevenzione primaria dei tumori, di Lorenzo Tomatis (1929-2007)
Persone
Friedrich Bergius (1884-1949), di Giorgio Nebbia
Murray Bookchin (1921-2006), di Giorgio Nebbia
Ottilia De Marco (1934-2009), di Elsa M. Pizzoli e Gigliola Camaggio
Georgyi Gause (1910-1986), di Giorgio Nebbia
Max Kraner (1903-1986), di Giorgio Nebbia
Nicolas Leblanc (1742-1806, di Giorgio Nebbia
Denis Papin (1647-1712), di Giorgio Nebbia
Vito Volterra (1860-1940), di Giorgio Nebbia
Letture
Il caso italiano. Industria, chimica e ambiente, a cura di Pier Paolo Poggio e Marino Ruzzenenti, Milano, Jaca Book, 2012., di G.P.
Giuseppe Volante, “Condizioni igienico e sanitarie dei lavori del Sempione”, Lampi di stampa, 2012., di Gianfranco Quiligotti
Max Kraner (1903-1986)
di  Giorgio Nebbia

Il 25 luglio 1943 un governo regio non fascista, ancora alleato con i nazisti contro gli Alleati angloamericani, cercò di ottenere un armistizio dagli Alleati, all’insaputa, naturalmente, dei tedeschi. L’armistizio fu firmato il 3 settembre 1943 ma reso noto soltanto nel pomeriggio dell’otto settembre; ne seguì la fuga del re, della sua famiglia e di un gruppo di generali; milioni di soldati italiani furono lasciati senza ordini, in uno stato di disorientamento che è ben descritto nel film “Tutti a casa”; molti soldati italiani, divenuti improvvisamente, nemici, furono deportati in Germania dai tedeschi; molti organizzarono la Resistenza armata che portò alla Liberazione dell’Italia dai tedeschi.

Soltanto la Marina ricevette l’ordine di lasciare i porti italiani e di consegnare le navi agli angloamericani a Malta e negli altri porti già in possesso degli Alleati. I tedeschi evidentemente da tempo sospettavano il passaggio delle navi militari italiane nei porti angloamericani e avevano predisposto la rappresaglia. Nel pomeriggio del 9 settembre 1943 la corazzata “Roma”, la più grande della flotta, stava navigando verso Malta quando è stata attaccata da alcuni aerei tedeschi che sganciarono sulla corazzata una speciale bomba telecomandata che colpì in pieno la nave e l’affondò.

I tedeschi da tempo stavano lavorando ad armi e velivoli a razzo e a reazione; uno dei gruppi di ricerca era guidato dal professor Max Kramer (1903-1986) che aveva applicato un sistema di comando radio a distanza ad una bomba anticarro da sganciare da un aereo. Le ricerche erano cominciate nel 1938; un radiocomando, azionato a mano, a bordo dell’aereo permetteva di seguire e correggere la caduta della bomba dirigendolo con grande precisione verso l’obiettivo.

I primi collaudi furono fatti nella base militare di Peenemunde, sul Mar Baltico, ma l’aviazione tedesca decise di spostare le prove nell’aeroporto di Foggia, dell’allora alleato italiano, sulla strada per Manfredonia, dove il cielo era più limpido e la visibilità era molto migliore. Nell’estate 1942 trasferì il suo gruppo a Foggia dove, nel corso di un mese, i collaudi furono completati. Alcune notizie sui tedeschi a Foggia e sui bombardamenti subito dalla città negli anni 1942-43 si trovano nel sito Internet. http://foggiainguerra.altervista.org/wordpress/i-primi-anni-1940-1943/

Nel 1943 furono prodotte industrialmente le prime bombe teleguidate denominate PC 1400X o col nomignolo Fritx X. In Internet si trovano i dettagli del bombardamento della flotta italiana; la corazzata “Roma” fu colpita da due bombe lanciate da un aereo a circa 3500 metri di altezza ad una distanza di alcuni chilometri, mentre la bomba scendeva verso la nave il suo volo era seguito a bordo dell’aereo da un operatore che con un comando manuale ne correggeva la direzione. La corazzata Roma fu colpita da due di queste bombe che la fecero esplodere ed affondare provocando la morte dell’ammiraglio comandante e di circa 1600 marinai.

Strano destino quello del prof. Kramer, la cui storia è simile a quella di molti scienziati e inventori di alta qualità che lavorarono per la Germania nazista con grandi successi tecnici. Nato nel 1903 a Colonia Kramer si laureò in ingegneria elettronica nel 1926 e ottenne un dottorato in aeronautica nel 1931. Era già una autorità in campo aeronautico quando Hitler salì al potere nel 1933 e continuò a lavorare a perfezionamenti degli aerei, la cui industria era fortemente sostenuta da Hitler. In collaborazione con la società Ruhrstahl contribuì alla realizzazione di una bomba radiocomandata che fu impiegata in varie occasioni contro navi angloamericane. Sempre per la Ruhrstahl Kramer mise a unto un missile aria-aria di progettazione molto avanzata, noto come “Kramer X-4” che anticipava i missili aria-aria che sarebbero stati costruiti e impiegati negli anni successivi, ma che però non fu mai impiegato in combattimento. Negli ultimi anni della seconda guerra mondiale, a partire dal maggio 1943, gli americani raccolsero con grande cura tutta la documentazione relativa agli armamenti tedeschi e all’industria tedesca e cercarono gli studiosi e i tecnici che se ne erano occupati; l’operazione ebbe il nome di codice Paperclip e comportò il trasferimento negli Stati Uniti di molte persone che misero la loro esperienza al servizio delle forse armate americane.

Nel 1945 Kramer aveva poco più di 40 anni e lavorò per l’aeronautica e la marina al perfezionamento del missile XC-4. Nel 1952 Kramer divenne direttore di una società che si dedicava al perfezionamento del moto dei sommergibili e dei siluri. Kramer fece un brillante lavoro di idrodinamica e propose di rivestire i sottomarini con una struttura ispirata alle caratteristiche della pelle dei delfini, animali che si muovono nel mare con pochissimo attrito.

Queste ricerche di quella che oggi si chiama “biomimetica”, l’applicazione tecnica di fenomeni che si presentano in natura, alimentò un dibattito noto come “controversia di Kramer”; alcuni studiosi dichiararono che i suoi esperimenti non erano riproducibili, anche se col tempo ne fu riconosciuta la validità; nel 1956 Kramer mise a punto un altro materiale adatto a diminuire l’attrito dei corpi sottomarini che fu brevettato e prodotto industrialmente col nome Lamiflo. La marina americana non mostrò interesse e si è detto che Kramer abbia venduto il brevetto ai russi. Kramer è morto nel 1986 in California.