Altronovecento

Ambiente Tecnica Società. Rivista online promossa dalla Fondazione Luigi Micheletti

Numero
37
July 2018
Numero monografico
Sommario
Editoriale
di Giorgio Nebbia



Paolo Repetto

Humboldt controcorrente


Questa rivista ospita studi che offrono una lettura non convenzionale del "novecento". L'esperienza mostra quanto sia difficile porre dei limiti ai periodi storici; un esempio è offerto dal neologismo "antropocene" che alcuni fanno cominciare diecimila anni fa, alla transizione del Neolitico, altri all'inizio della Rivoluzione industriale a metà del Settecento, altri nel Novecento con la scoperta della bomba atomica.

Lo stesso vale per la parola "ecologia": alcuni la riconducono all'"economia della natura" di Linneo, altri a Haeckel nella metà dell'Ottocento, altri la datano al 1970, e così via.

Il Novecento è stato considerato un secolo breve, secondo il fortunato libro di Eric John Hobsbawm, o ne sono stati proposti altri limiti, al di là di quello tradizionale di cento anni. Io condivido la tesi di Pier Paolo Poggio e altri secondo cui il "novecento" è cominciato con la Rivoluzione industriale e continua nel XXI secolo, una tesi che ha suggerito di pubblicare in questa rivista, "altronovecento" appunto, scritti che si estendono lungo tutto questo "secolo lungo".

In questo numero siamo invitati a conoscere uno dei personaggi del "secolo lungo", Alexander von Humboldt (1769-1859), poco noto al pubblico eccetto che in ambiti specialistici, nonostante il valore del suo lavoro e benché i suoi scritti – specialmente il capolavoro Kosmos (La Terra) (1845-1862) –, abbiano contribuito alle conoscenze sui rapporti fra l'"uomo" e l'ambiente e sulle modificazioni che gli esseri umani, con le loro attività, hanno portato alla natura.

Dobbiamo essere grati al professor Paolo Repetto che ci ha offerto una bella storia, anzi una vivace narrazione, della lunga avventurosa vita di Humboldt e una accurata analisi dell'effetto che le sue opere hanno avuto, direttamente e indirettamente, sulla cultura mondiale.

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